Attendere prego...

tth.jpg

La primavera è finalmente arrivata e con il termine della stagione fredda e l’approssimarsi delle giornate di sole arriva il momento di fare i conti con i segni che numerosi agenti come il freddo, l’alimentazione, l’inquinamento, i riscaldamenti alti e la sedentarietà hanno lasciato sul nostro volto.
Dobbiamo aiutare la nostra pelle ad affrontare nel migliore dei modi il cambio di stagione, preparandola all’esposizione al sole, al caldo e alle tanto attese vacanze estive!
Il freddo dell’inverno porta a una riduzione del diametro dei vasi sanguigni periferici,  vi è un apporto di sangue inferiore e di conseguenza, anche l’ossigeno e i nutrienti arrivano in quantità minore alla pelle.  Il film protettivo dell’epidermide viene alterato, provocando secchezza e portando cosi la pelle a divenire spenta ed opaca.
La medicina estetica con la biostimolazione, corre in nostro aiuto: un trattamento perfetto per ridonare alla pelle la dimenticata luminosità agevolandola nell’assimilazione ottimale dei principi attivi di creme e sieri!
Il Dott. Tito Marianetti, chirurgo maxillo facciale ed esperto proprio di trattamenti estetici ci svela i segreti di questo trattamento:

Come preparare la pelle alla stagione calda?  

Una biostimolazione cutanea è quello che consiglio:  è una stimolazione interna della pelle ottenuta con sostanze che vengono iniettate da un medico nel tessuto sottocutaneo.  L’impermeabilità che caratterizza la nostra pelle consente un assorbimento solo parziale dei principi attivi idratanti contenuti nelle creme, per questo è necessario agire dall’interno, aiutando l’epidermide a rigenerarsi in maniera intensa.

A chi è consigliata la biostimolazione?
A tutte le donne che desiderano restituire alla propria pelle una naturale tonicità; questo trattamento è utile per il viso e per il decollétée e le sostanze vengono iniettate con un ago sottilissimo con un fastidio veramente minimo. La Biostimolazione è utile non solo a scopo terapeutico per migliorare lo stato della cute, ma anche come trattamento preventivo della formazione delle prime rughe.

Come funziona nello specifico questo trattamento?
Le combinazioni di sostanze bioristrutturanti vengono miscelate prima dell’iniezione e permettono di stimolare l’attività dei fibroblasti dando cosi alla cellule della pelle le sostanze base per la ricostituzione degli strati cutanei inspessiti dal troppo sole estivo.  La biostimolazione  rivitalizza la pelle portandola ad essere più giovane e conferendole un aspetto più levigato e luminoso.

Qualche consiglio post-trattamento?
Una sola precauzione:  evitare il contatto diretto con il sole per almeno una settimana, proteggendo l’epidermide con un fattore di protezione alto

Per maggiori informazioni sul trattamento: https://002.marianettimed.it/portfolio/biorivitalizzazione-cutanea/


Occhi.jpg

Un procedimento veloce e poco invasivo per ringiovanire il contorno occhi!

Quando si parla di Celebrities, la chirurgia estetica è sempre d’obbligo e non risparmia… quasi nessuno! Avere lo sguardo giovane e accattivante, eliminando l’effetto talpa che, diciamocelo, non piace, è la prerogativa di moltissime star:  Melanie Griffith, Cher, Catherine Zeta Jones, Meg Ryan e Renee Zellweger sono una piccola parte delle “donne famose” che non hanno resistito al richiamo del ritocchino… E il popolo maschile? di certo non è da meno e chiama in causa celebrità come George Clooney, Diego Armando Maradona e Chutter Busy.

La blefaroplastica è, quindi, un intervento molto gettonato tra quanti vogliono apparire con un’immagine sempre giovanile, l’importante è affidarsi sempre alle mani di un esperto, come ci  spiega il chirurgo maxillo-facciale Tito Marianetti : ” da tempo si è abbandonata la tendenza sottrattiva, sostituendola con  tecniche conservative, al fine di evitare di stravolgere in maniera grottesca  le caratteristiche di un volto“.  Il risultato naturale è l’obiettivo  al quale ogni chirurgo coscienzioso deve ambire, conclude il Dottore: ” in maniera particolare per chi lavora in televisione e che fa della propria espressività un vero e proprio strumento di lavoro“.

Dottore, in cosa consiste la blefaroplastica?
La blefaroplastica è la chirurgia delle palpebre. Essa ha obiettivi sia estetici che funzionali. Dal punto di vista estetico con questo tipo di intervento si possono eliminare inestetismi importanti quali le “borse” o ernie adipose sottopalpebrali, palpebre ptosiche o cadenti e cute sovrabbondante e rugosa. Per quanto riguarda la funzione, si può correggere la lassità della palpebra inferiore con eversione del bordo palpebrale inferiore (ectropion), oppure correggere una caduta (ptosi) della palpebra superiore che può essere causa di limitazione del campo visivo.
Quali sono gli obiettivi dell’intervento?
L’obiettivo primario dell’intervento è l’eliminazione dell’inestetismo nel rispetto della funzione e dell’armonia facciale, evitando in ogni caso di produrre “occhi chirurgici” o “sguardi innaturali”.

Quali incisioni sono necessarie?
L’intervento si esegue effettuando delle incisioni che a guarigione avvenuta risultano praticamente invisibili. Per quanto riguarda la palpebra superiore l’incisione cade nel solco palpebrale, mentre nel caso della palpebra inferiore vi sono 2 possibilità: subito inferiormente alle ciglia (incisione subciliare) oppure dall’interno della palpebra inferiore (incisione transcongiuntivale).

L’intervento si esegue in anestesia locale o generale?
Per quanto riguarda la blefaroplastica superiore è consigliabile l’anestesia locale. Nel caso della blefaroplastica inferiore combinata alla superiore dipende dal singolo caso e dalle preferenze del paziente.

Come si esegue l’intervento?
Per quanto riguarda la palpebra superiore è quasi sempre necessaria l’asportazione di una porzione di cute che viene accuratamente determinata subito prima dell’intervento effettuando dei disegni con un pennarello dermografico. La quantità di grasso da eliminare può essere più o meno rilevante. Nel caso invece della palpebra superiore la quantità di cute da asportare deve essere estremamente conservativa per evitare che la cicatrizzazione successiva all’intervento possa “tirare in basso” il margine palpebrale inferiore e produrre un ectropion. Anche per quanto riguarda l’asportazione del grasso della palpebra inferiore oggi si tende ad essere abbastanza conservativi. Pur eliminando, infatti, la porzione che costituisce le borse, esso può essere in parte utilizzato per colmare il solco sottopalpebrale, che quasi sempre è troppo accentuato e pone in risalto le “occhiaie” nei pazienti che necessitano di blefaroplastica.

Quanto dura l’intervento?
La durata media di una blefaroplastica superiore ed inferiore è di circa un’ora e mezza.

L’obiettivo del chirurgo?
Migliorare, ringiovanire ed alleggerire lo sguardo del paziente, con l’obiettivo primario di ottenere aspetti naturali ed armonici, che non sappiano di “rifatto”.

Da cosa dipende l’invecchiamento della zona perioculare?

Sono molteplici i fattori che determinano il deterioramento di questa delicata zona: l’età, la predisposizione genetica ed eventuali stili di vita non corretti; il rilassamento cutaneo e lo svuotamento dei tessuti può essere comunque rallentato da una cura quotidiana della pelle, attraverso la giusta detersione, una costante idratazione e soprattutto in estate, l’utilizzo di creme protettive a schermo totale, indossando inoltre occhiali da sole a protezione UVA/UVB.

 

I PROMOSSI E I BOCCIATI:

George Clooney: Promosso! sembra essersi sottoposto ad un intervento di blefaroplastica superiore, con risultato del tutto naturale grazie alle nuove tecniche conservative del tessuto.

Catherine Zeta Jones: Promossa! sembra essersi sottoposta ad un intervento di blefaroplastica superiore, con effetti strabilianti e degni della sua bellezza!

Sharon Stone: Rimandata a Settembre! effetto quasi naturale, avrebbe potuto impegnarsi di più!

Melanie Griffith, Meg Ryan,  Renee Zellweger e Diego Armando Maradona, bocciati!


LipofillingJPG.jpg

Ho 60 anni e il volume del mio viso con il passare degli anni ha perso inevitabilmente tonicità: stavo pensando ad un lifting, tuttavia ho paura… esiste una soluzione alternativa meno invasiva? (Ramona, Pesaro)

Risponde il Dott. Tito Marianetti, chirurgo maxillo facciale, esperto di medicina estetica

Il lipofilling è la risposta al tuo problema: un intervento chirurgico che ha come obiettivo il riempimento di regioni facciali depresse o infossate mediante l’utilizzo di grasso autologo, ossia prelevato dallo stesso paziente. Si tratta di una tecnica poco invasiva, che garantisce risultati affidabili, duraturi e naturali.

Il prelievo viene effettuato da zone di eccesso di tessuto adiposo (addome, fianchi e cosce), ottenendo dunque un duplice vantaggio. L’incisione per il prelievo è minima e prevede minuscoli taglietti all’interno dell’ombelico, necessari a permettere l’entrata della cannula da lipoaspirazione.  Il trattamento, che ha una durata di circa 60 minuti in anestesia locale con sedazione, non è particolarmente doloroso e il fastidio va attenuandosi nel giro di una settimana.  All’inizio il risultato è in parte mascherato dal gonfiore e da possibili ematomi, ma nell’arco di 2 settimane si comincia ad apprezzare il risultato definivo.


blog_articolo3_foto.jpg

Laura 29 anni ha per anni sofferto di un’acne piuttosto aggressiva che le ha lasciato diversi segni e cicatrici visibili sul viso. Per eliminare questi persistenti inestetismi ha provato, senza esito, diversi trattamenti topici a base di sostanze esfolianti come l’acido glicolico, la bava di lumaca e i retinoidi. Dopo anni di lotte senza risultati, è alla ricerca di una soluzione estetica veloce e indolore che le permetta di riacquistare una grana di pelle regolare con un incarnato uniforme.

Risponde la Dott.ssa Valeria Marianetti, medico chirurgo esperta di medicina estetica ad Avezzano (Aq)

Le cicatrici da acne sono dei segni presenti su una pelle che ha sofferto di acne nodulocistica; Non sono da considerare come una patologia, solo un problema puramente estetico. Attualmente il LASER FRAZIONATO NON ABLATIVO A DIODO rappresenta un trattamento efficace per ridurre e minimizzare gli esiti cicatriziali lasciti da un’acne intensa.

La tecnica consiste nell’utilizzo di un’emissione laser con scansione frazionale che crea punti di penetrazione nel tessuto separati da aree di cute integra. Viene definito laser “non ablativo”, in quanto non crea un’ablazione, ossia la rimozione vera e propria delle cellule superficiali, ma una coagulazione di piccole colonnine di danno termico che poi si esfoliano naturalmente. La sua azione è di resurfacing leggero, quindi oltre ad essere efficace sulla attenuazione delle cicatrici, è incredibile per minimizzare macchie, discromie della pelle e affinare i pori; Innesca un rinnovamento tale nelle cellule che i benefici si vedono anche a livello di rughettine e tonicità.

Dalle 3 ad un massimo di cinque sedute frazionali di laser bastano per ottenere ottimi risultati soprattutto sugli esiti cicatriziali trattati in modo frazionato in quanto favoriti dal naturale processo di guarigione dell’organismo.  Ogni trattamento laser dura in media dai 30 ai 75 minuti ma ovviamente il tempo dipende dall’area da trattare, inoltre è indolore in quanto prima viene applicata per precauzione una crema anestetizzante che attenua ulteriormente l’eventuale fastidio provocato dalla seduta.

Dopo il trattamento, ma non in ogni caso, si avrà un leggero gonfiore e un modico arrossamento come dopo una lampada solare ad alta pressione, ma ci si potrà subito truccare e ritornare alla abituale vita sociale.

Le conseguenze del post-trattamento sono veramente minime: nei primi due giorni la pelle risulta molto arrossata e nelle zone trattate compaiono piccole crosticine che, una volta cadute, lasciano la pelle nuova. La guarigione completa è molto rapida rispetto ai laser tradizionali e la pelle migliore in fretta, in tre-sette giorni a seconda dell’intensità del trattamento. È consigliato l’uso di un buon idratante e di una crema solare con schermo ad ampio raggio. I risultati sono visibili immediatamente e sono progressivi: il risultato definitivo è visibile alla fine dei trattamenti.

Le uniche controindicazioni sono il fototipo scuro e la pelle abbronzata. Il mese precedente e durante tutto il trattamento sono pertanto sconsigliati l’esposizione solare o lettini abbronzanti.

Il prezzo generalmente di ogni seduta parte dai 150 Euro in su.

DIFFERENZA TRA LASER ABLATIVO E NON ABLATIVO:

Il laser frazionato ablativo è un trattamento invasivo che viene fatto a livello di tutta la cute. Questo laser agisce attraverso un manipolo particolare che determina la formazione di microcolonne di ablazione, simili a buchi nella pelle, da cui parte la rigenerazione cutanea.
Il laser frazionato non ablativo è un trattamento ancora meno invasivo di quello ablativo. Anch’esso lavora con microcolonne di calore che determinano un danno selettivo alla pelle da cui parte la rigenerazione.

La differenza tra trattamento ablativo e non ablativo e che nel primo caso  vengono colpite e quindi distrutte determinate parti di cute; oltre alla stimolazione del collageno si assiste quindi ad un completo rinnovamento della superficie cutanea con eliminazione delle rughe superficiali, delle macchie e delle cheratosi presenti. Nel secondo caso (tramite particolari laser ma anche tramite luce pulsata) si effettua uno stimolo alla produzione di collageno nuovo senza agire sulla superficie cutanea in maniera aggressiva.


© 2019 Tutti i diritti riservati. P.IVA 13920001008